Il commento della scrittrice Giulia Alberico

E’ stata una lettura godibilissima, la storia ( come osservato da Francesca) rovescia gli stereotipi ‘alti’ e il tutto con effetti di grande humor e leggerezza. Quel che ho apprezzato é la tua scrittura, domini la materia da narrare con uno sguardo ariostesco, ironico, vagamente surreale. Credo la buona scrittura sia questo: narrare cose ( serie e vere) in modo lieve, E’ un dono, tu lo hai. E’ anche frutto di grandi, gradissimi allenamenti alla lettura. Continua!!! Giulia

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A ieri 24 aprile 2008 sono state scaricate 452 copie e sono giunti 20 commenti dei lettori.

Se volete leggere “Il cane del santo” anche voi, scaricatelo, salvatelo, stampatelo e soprattutto commentatelo: è gratuito.

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Mi raccomando… commentatelo poi nell’apposita pagina.

Il Cane del santo di Lele Lampione: scaricalo, stampalo, leggilo, commentalo. E’ GRATUITO

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A ieri 13 aprile 2008 sono state scaricate 376 copie e sono giunti 17 commenti dei lettori.

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Commenti belli e risposte scortesi

“Il Cane del santo” è qui apposta per essere letto e criticato. Fortunatamente non mancano i commenti pubblici e quelli privati (e-mail) buoni, criptici e negativi (non ci sono ancora stati, ma arriveranno). Oggi si sono aggiunti gli scortesi. Di solito, per promuovere l’esistenza del “Cane” invio questa e-mail:

Gentile ***, ho pubblicato, su Internet, il romanzo “Il Cane del santo”. E lo metto a Sua disposizone, gratuitamente, nella speranza di regalarLe qualche momento di relax piacevole e divertente. Averlo è semplice: è sufficiente cliccare sul link http://ilcanedelsanto.wordpress.com scaricarlo, e stamparlo. Il file è impaginato in formato .pdf, è di 88 pagine, e pesa 607 kb. Ho scritto anche una piccola guida per una stampa economica ed ecologica del romanzo che trovate sul sito. Una sola cosa Le chiederei: se avrà la bontà di leggerlo, sia il Suo giudizio bello o brutto, mi lasci un commento sul sito dedicato al libro. E se le è piaciuto, lo consigli ad un/a amico/a. Di seguito aggiungo una piccola scheda Genere: Storico – Umoristico
Trama: Ai più era apparsa come una nuvola di polvere in quel secco novembre, che pareva estate, di tanti anni fa. Ben presto si accorsero che tre tragedie in una sola volta si erano abbattute sul piccolo borgo di Riozzo alle falde del castello di Melegnano. La chiesa era crollata, le due persone più ammirate del paese risultavano scomparse, e la fonte miracolosa del Riozzello si era prosciugata. I nobili cugini e rivali Paolo e Pietro cominciano una gara a chi per primo risolleverà le sorti dello sfortunato borgo… ma quando una cosa deve andare storta non vi è nulla che la possa raddrizzare. Comincia così una serie di divertenti peripezie che coinvolgerà protagonisti e lettori.Nella speranza di averLa tra i miei lettori e confidando di aver fatto cosa gradita, porgo cordiali saluti.

e accompagno il tutto con alcuni commenti giunti finora.

Oggi, per sfortuna, ho contattato chi mi ha risposto così:

Riceviamo decine di richieste come la sua. Impossibile esaudirle. Riceviamo in media 300 email al giorno e ogni settimana carichiamo da 150 a 300 nuovi files (cioé le pagine dei nostri soci).
Se desidera un PARERE DI UN CRITICO QUALIFICATO è possibile averlo dietro rimborso delle spese per il compenso al critico. I nostri critici sono professionisti (insegnanti, giornalisti, scrittori qualificati) i quali, come tutti, devono essere compensati per il loro lavoro.
Se le interessa spedisca il testo PER POSTA ********
Le faremo sapere il costo in base alla lunghezza del testo e al lavoro richiesto.
Tenga presente che i tempi di lavoro sono molto lunghi essendo i nostri critici olto impegnati col loro lavoro professionale.
Lei farebbe certamente prima e spenderebbe molto meno rivolgendosi a qualche letterato della sua città.

e fin qui siamo nella norma (compresi gli errori “letterati” e la firma anonima dell’estensore della missiva) ma poi…

Mi dispiace deluderla ma evidentemente lei è uno di coloro cher itiene che su Internet tutto sia gratis.
Quelli che danno (o meglio “promettono”) qualcosa gratis è perché, come si dice a Genova “hanno la sua conveniensa” cordialit.

Mi domando io… ma è così difficile dire che una cosa non interessa senza offendere… Esiste qualche dubbio sulla gratuità de “Il Cane del santo”?

Caro lettore lascio a te, trarre le debite conclusioni.

Una volta si diceva: DOMANDARE E’ LECITO, RISPONDERE E’ CORTESIA. Nel 2008 evidentemente si dice: DOMANDARE E’ LECITO, RISPONDERE E’ SCORTESIA

A domani.

Lele Lampione

Il commento di Orsobigio

Io voglio un po’ strapazzare il nostro nuovo narratore; e sì perché mi sembra che si tenga troppo nascosto dietro il paravento della sua modestia, della sua discrezione (almeno così lo vedo io), che debba fidare dei propri mezzi perché lo si intuisce sopraffatto e cotto delle cose dell’arte e della letteratura, e che va bene scrivere una storia di ottanta pagine e metterla in rete (un grande e bella opportunità per tutti e per far girare anche la bellezza del mondo, ma chi è quello sventurato che ha detto che internet avrebbe ucciso il libro di carta?) ma non può credere di potersela cavare così a poco prezzo, lui non ce la conta giusta; noi gli facciamo i complimenti per questo manufatto che mi ha divertito, ma mi ha ancor più interessato per quello che si intuisce possa germogliare: Gabriele ormai si è compromesso e non può più tornare sui suoi passi facendo finta di niente; questo che ci ha anticipato io la considero una demo e l’appuntamento vero sarà un altro: quanto tempo gli lasciamo per ritrovarlo su uno scaffale vero e non su uno schermo che scintilla? Un anno non di più, tanto il canovaccio ce lo ha mostrato e ora lo vogliamo vedere prendere il largo con questa storia abbozzata che già ci è piaciuta, ma anche un’altra se vuole, e lascia intravedere che lui i mezzi giusti già li tiene; bisogna sviluppare, rivoltare, speziare, drammatizzare, inventare qualche mistero (magari mistico), gonfiare, stirare, mescolare lingue e leggende; qual è poi la ricetta segreta dei vari Dan Brown (la tecnica) se non anche degli Umberti Eco (la cultura) che lui non possa impastare nella sua cucina; e allora lasciamolo tranquillo nel suo brodo di bassaiolo terragno, chissà che non ci stia preparando già una nuova sorpresa;
ma poi lo vogliamo anche ritrovare sempre nella sua biblioteca, a far finta di niente, a dispensare consigli di lettura a chi come me annaspa alla ricerca della perla in torbidi fondali: il bello è che ormai ti ha inquadrato e sembra che si diverta a rifilarti cose strane e inattese e poi finisce che fai delle scoperte che non ti immagini;
grazie e complimenti

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A ieri 27 marzo 2008 sono state scaricate 311 copie e sono giunti 15 commenti dei lettori.

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Perchè Lampione?

Molti mi chiedono: “Perchè Lampione?”. Lampione è il nick name (il soprannome) con cui sono conosciuto nel mondo di Internet. Il libro è distribuito solo su Internet. L’autore non poteva che essere il mio personaggio su Internet.

Perchè proprio Lampione? Perchè il mio personaggio navigante nella rete è nato su forum meteo e la neve è una mia grande passione.

Che c’entra? C’entra, c’entra. Il lampionismo è una malattia nota tra gli appassionati meteo. Non ci credete? Leggete quanto segue…

Fonte: http://www.emiliaromagnameteo.com/list_notizie.php?id=149&page=1

Che il mondo di meteo appassionati sia per la stragrande maggioranza composto da amanti del freddo e dei fenomeni estremi è un dato di fatto. Spesso però alla gente non contagiata da questa passione sfuggono alcuni aspetti. In questo articolo analizzeremo una nota patologia che si manifesta con i suoi sintomi durante una nevicata o, in certi casi, durante una possibile nevicata: IL LAMPIONISMO.
Innanzitutto diamone la definizione. Trattasi di lampionismo la meticolosa osservazione del lampione o dei lampioni stradali visibili dalla propria abitazione durante le ore di oscurità in caso di possibile nevicata o di manifesta precipitazione nevosa. Dobbiamo dire che il meteo appassionato è sempre informatissimo su questa possibilità e può capitare che inizi l’appostamento diverse ore prima del possibile evento: potrebbe infatti esserci un più rapido avvicinamento della perturbazione e dunque per nessuna ragione al mondo ci si potrebbe perdere l’arrivo del primo fiocco. La stessa meticolosa osservazione viene effettuata anche in caso di pioggia allorquando si prevede l’arrivo di aria fredda in grado potenzialmente di tramutare le gocce di pioggia in neve.
Queste sono le osservazioni più pericolose per le diottrie del freddofilo in quanto questi appostamenti potrebbero protrarsi inutilmente anche per ore con evidenti danni all’apparato visivo. Passiamo ora alla nevicata vera e propria. Può capitare che la precipitazione si protragga per tutta notte. Anche in questo caso si assistono a comportamenti piuttosto strani.
Innanzitutto, persone che di solito si alzano durante la notte al massimo una volta o addirittura non sono abituati a farlo, le vedi clamorosamente “attive” con incursioni in bagno molto frequenti (chissà mai cosa avevano bevuto la sera!!) o altrettante visite in cucina o per bere un goccio o mangiare un grissino o equivalenti. E’ evidente che ogni alzata dal letto comporta una inevitabile osservazione del fedelissimo amico lampione.
Sappiamo per certo anche di sistemi assolutamente ingegnosi messi in pratica per non dare troppo nell’occhio con queste alzate frequenti. Il più efficace si tratta di un complicato impianto di specchi che permette la diretta osservazione del lampione comodamente sdraiati nel proprio letto. Questo stratagemma indubbiamente consente una notevole riduzione delle incursioni notturne, ma in caso di nevicata forte la tentazione di alzarsi per vedere lo stato di accumulo del manto prende di tanto in tanto il sopravvento
Ma anche l’apparato uditivo del lampionista in questi casi è particolarmente sviluppato. Non c’è dubbio che si perda il passaggio dello spazzaneve con il caratteristico rumore del trattore abbinato allo sfregamento sull’asfalto della pala. L’argine di neve per un meteo appassionato rappresenta un patrimonio importantissimo per quando arriverà l’infausto momento dello scioglimento del manto bianco. L’udito del meteo freddofilo è anche particolarmente allenato a distinguere il tipo di neve che sta cadendo. Come? Semplicemente dal rumore dei pneumatici delle autovetture che transitano sulla strada. E’ evidente che se sente il classico splic – sploc si tratterà di neve bagnata e la temperatura non sarà sotto lo zero. Quello che vorrebbe invece sentire è il rumore molto cupo tipico di fondo stradale innevato e indice inequivocabile di temperature anche se non eccessivamente, sotto lo zero. In questi casi quando di autoveicoli ne ode sempre meno e non sente ancora arrivare lo spazzaneve inizia lo stato di euforia contenuta dettata dalla speranza che la neve sia talmente tanta che ormai si faccia fatica a girare: a questo punto urge una immediata osservazione.
Lo stato d’umore del lampionista potrebbe invece subire un pesante contraccolpo allorquando una prevista manifestazione nevosa dalla durata di tutta la notte si arresta prima del previsto. Pensieri del tipo “perché ha già smesso?” “Cosa è successo ?” “ Non è possibile: deve riprendere” ed altri ad essi assimilabili si accavallano nella tormentata mente che cerca immediatamente una eventuale soluzione.Ma il giusto premio di tutti questi sforzi è lei: la dama bianca. Ad orari assolutamente inusuali il freddofilo si alza, si veste rapidamente, ed esce con la pala in mano. La gioia di usare la pala ed entrare in contatto con il prezioso frutto di tanto penar non ha assolutamente eguali. Dove abita il lampionista lo si vede dall’orario della spalatura della neve e dalla straordinaria cura con la quale viene effettuata la pulitura in modo tale che anche un solo fiocco non vada disperso, ma accuratamente disposto in modo che potrà resistere il più a lungo possibile. Ricordiamo che per un lampionista valgono molto di più 5 cm. di neve davanti alla propria casa che 5 metri di neve sullo Stelvio: infatti la “sua” neve non ha valore non ha prezzo e non si cambia con qualsiasi cosa esistente sulla faccia della terra. Ci tenevamo svelare questi aspetti in modo tale che se vivete o avete contatti con una di queste persone, molti di questi comportamenti ora hanno una spiegazione. Siete però pregati di non intralciare questo tipo di attività in quanto il lampionista potrebbe diventare piuttosto suscettibile ed intrattabile. Sarebbe davvero un peccato in quanto normalmente durante il resto dell’anno trattasi di persone tutto sommato buone e accondiscendenti.

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A ieri 27 febbraio 2008 sono state scaricate 141 copie e sono giunti 10 commenti dei lettori.

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Il commento di Manulita da Messina

L’ho letto ieri, ed è stata una compagnia piacevole e divertente. Ho trovato straordinari i personaggi, la plebe così grossolana e colorita nelle espressioni, e i signori, che erano talmente ricchi di nulla da far davvero morir dal ridere! Bellissime, poi, le mogli dei conti, terribilmente grottesche. Mi è molto piaciuto lo stile, lineare e facilmente accessibile, non credo sia cosa semplie a trovarsi, ed esilarante la trama… Capo, che ti devo dì, a me il tuo libro è piaciuto, mi ha divertita e fatto sorridere, e non ho staccato gli occhi finchè non l’ho finito.
Per quanto può valere il commento di una lettrice, complimenti!!! E scrivi altro che mi farà piacere non solo leggerlo via web, ma anche acquistarlo.
Ah, dimenticavo, lo segnalerò presto ad alcuni amici.

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A ieri 26 febbraio 2008 sono state scaricate 133 copie e sono giunti 9 commenti dei lettori.

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Il commento di Francesca da Pesaro

Dopo essere stata tra le prime a scaricare “Il cane”, mi sono concessa il lusso di lasciarlo lì nel pc, a decantare, come si fa con i vini migliori.
Che dirti Lele? Mi è piaciuto veramente molto, letto d’un fiato, a gargarozzo. E durante la lettura, tanti sorrisi e risate hanno accompagnato ogni pagina.
Sai cosa mi veniva in mente mentre “ero” in quel di Riozzo? Che il “Cane” è “un cunto de li cunti”. Al posto del magico reame il postribolo campagnolo, invece della principessa, una prostituta, al posto del principe azzurro, un falso prete, invece di una battaglia col drago, una chiesa crollata su se stessa e a intessere il tutto, un paesino di santi e bevitori e una natura dotata di volontà autonoma e molto sense of humour. Una storia come quelle che durante le fiere di paese venivano raccontate nelle taverne con gran sgnignazzi, mentre i signori nel castello fingevano di dilettarsi con i madrigali e la Chanson de Roland, mentre poi allungavano le zampe su qualche ancella.
Hai uno stile molto particolare, apprezzo molto i tuoi coloriti paragoni, il modo di creare attesa nella vicenda, l’uso del dialetto, senza interrompere la scorrevolezza del testo; i personaggi che hai creato sono fantastici. Pietro e Paolo sono una coppia da manuale….Gianni e Pinotto….le mogli, perfette e i paesani sono una fonte continua di risorse comiche.
Bravo, Lele, complimenti sinceri. E non te lo dico come frequentatrice del forum, ma come lettrice esigente.
Aspetto impaziente le tue prossime creazioni.

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A ieri 25 febbraio 2008 sono state scaricate 126 copie e sono giunti 8 commenti dei lettori.

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Una colonna sonora per il “Cane”

Antonio Vivaldi
Coltrane commentando l’incipit mi chiede quale sottofondo musicale suonerei per leggere “Il cane del santo”. Non avevo pensato a questa possibilità però mi affascina… Ecco a cosa ho pensato per accompagnare il “Cane”.
Lo sfondo è storico, ma senza una connotazione precisa e quindi ci vuole qualcosa di classico.L’andamento è ironico e quindi ci vuole qualcosa di allegro.Il tempo (nel senso meteorologico) e gli umori dei protagonisti sono mutevoli e quindi ci vuole qualcosa che alterni brani veloci e altri lenti.

Spesso gli “eroi” del “Cane” si inerpicano sui vetri e sono dei veri virtuosi a suonarla agli altri. Quindi una musica virtuosa…

Ecco la mia idea.

Ci vuole un bel barocco: Vivaldi in primis con le sue stagioni, ma anche un Corelli con i concerti grossi, un Veracini con i suoi concerti per violini, o anche un Locatelli o un Tartini (sempre musica strumentale).

Barocco ma italiano, perchè furbescamente (o ingenuamente) italianissimi sono i protagonisti del romanzo.

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A ieri 24 febbraio 2008 sono state scaricate 119 copie e sono giunti 7 commenti dei lettori.

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2122 pagine visitate, 116 copie scaricate, 7 recensioni

In due settimane di vita il “Cane” corre… 1000 pagine del blog sfogliate (che porta a 2000 il totale dalla nascita del sito) 116 copie scaricate e 7 recensioni di lettori che hanno letto il libro e hanno lasciato il loro commento. Interessante la provenienza dei lettori che hanno recensito il romanzo: lombardi, veneti, liguri, marchigiani e siciliani.

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A ieri 23 febbraio 2008 sono state scaricate 116 copie e sono giunti 7 commenti dei lettori.

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Ecco la cartina aggiornata con la provenienza dei lettori che hanno commentato il “Cane”. Clicca sopra l’immagine per ingrandire.

i lettori del “Cane” al 21 febbraio 2008

Il “Cane” sulla Gazzetta Sud Milano

Come promesso ieri ecco l’articolo comparso sull’edizione della Gazzetta Sud Milano del 18 febbraio 2008.

Fonte: http://www.gazzettasudmilano.it/login.php?artID=714387

LETTERATURA
Romanzo virtuale ambientato nel melegnanese: si scarica gratis da Internet
RIOZZO E DINTORNI IN UN LIBRO SULLA «BASSA»
Milano -  E’ disponibile on-line dal 10 febbraio il romanzo «Il cane del santo» all’indirizzo http://ilcanedelsanto.wordpress.com. Si tratta di una storia che viene ambientata nei dintorni di Cerro al Lambro e Melegnano.
«E’ un esperimento – dichiara l’autore Lele Lampione -: sono il titolare di un blog dedicato alle letture (http://letture.wordpress.com, ndr) che vale 50mila contatti l’anno e un forum dedicato ai libri (http://libri.forumcommunity.net) che ha una proiezione attuale di circa 48mila visite annue. Ad esso è legato anche il primo gruppo di lettura nazionale e virtuale che ha iniziato la sua attività quest’anno. E’ un mio personale esperimento per verificare le potenzialità della rete e della promozione porta a porta attraverso Internet cercando di superare i normali circuiti di stampa, distribuzione e promozione dei libri. Penso anche che la rete sia un canale eccezionale per farsi conoscere alla prima uscita come scrittore, e dà la possibilità di vivere un rapporto diretto con i propri lettori. L’unica cosa che chiedo ai miei lettori è che, se lo leggeranno e se il libro piacerà oppure no, mi lascino un commento sul blog dedicato al romanzo».
Il romanzo è disponibile per il libero download dal 10 febbraio e si tratta di una modalità che potrebbe diventare davvero rivoluzionaria nel panorama dell’editoria. Come infatti le case discografiche stanno accusando il colpo (economico) derivante dalla possibilità di scaricare canzoni da Internet ed ascoltarle su I-pod, così in futuro anche le case editrici potrebbero doversi trovare a fare i conti con questa nuova realtà. Cliccando sul sito di un libro chiunque potrà scaricarlo sul computer e stamparlo su una risma di fogli A4, spendendo meno di un decimo di quanto costerebbe acquistarlo in libreria.
Ecco un brano proposto sul sito per informare i lettori sulla trama: «Ai più era apparsa come una nuvola di polvere in quel secco novembre, che pareva estate, di tanti anni fa. Ben presto si accorsero che tre tragedie in una sola volta si erano abbattute sul piccolo borgo di Riozzo, alle falde del castello di Melegnano. La chiesa era crollata, le due persone più ammirate del paese risultavano scomparse, e la fonte miracolosa del Riozzello si era prosciugata. I nobili cugini e rivali Paolo e Pietro cominciano una gara a chi per primo risolleverà le sorti dello sfortunato borgo, ma quando una cosa deve andare storta non vi è nulla che la possa raddrizzare…». Comincia così una serie di divertenti peripezie che coinvolgerà i protagonisti a cavallo di questa fetta di Sud Milano.


A ieri 19 febbraio 2008 sono state scaricate 80 copie e sono giunti 4 commenti dei lettori.

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