I ROMANZI DI GABRIELE PRINELLI



Nel 1885 l’Italia è già unita, ma gli italiani non si sentono ancora tali. L’amministrazione comunale di Melegnano, capeggiata da un patriota della prima ora, delibera di porre in opera un busto di Garibaldi nell’omonima piazza che ospita lo snodo tranviario. Peccato che la scultura debba erigersi a lato dell’osteria El gamba de legn, gestita da Lindo, nipote del primo cittadino e fanatico assertore della Lombardania, una sospirata terra promessa sita tra Adda e Ticino. Il locandiere, piuttosto che soggiacere all’imposizione della municipalità, per sfuggire al marmoreo sguardo, apporta modifiche considerevoli alla sua proprietà. Il sindaco, allora, briga affinché le leggi vengano rispettate e per ripristinare lo status quo, ma un fallo nella complicata burocrazia del regno rende legittime entrambe le istanze. Nel salone dell’osteria, Danè, cliente dalla proverbiale eloquenza, invita i contendenti a risolvere la questione con una scommessa: il trattore dovrà trasformare un maialino di 16 libbre in un porco di 320, in soli 21 giorni. Il vincitore potrà regolarsi come meglio gli garberà nei confronti del Generalissimo. A vigilare sulla buona riuscita della gara, viene scelto Sinistro, il sagrestano della chiesa principale del borgo, noto simpatizzante della causa comunista, reso inoffensivo dal prevosto che lo impiega come collaboratore. Nello scorrere delle tre settimane, la stazione del tram è un crocevia di storie legate al passaggio dei convogli. Si susseguono: un deragliamento, una clamorosa dimenticanza, la fobia di Sinistro per il mezzo di trasporto e il manifestarsi di curiosi personaggi: Orapronobis, un avventore dai gusti macabri e dallo smisurato repertorio di disgrazie raccolte lungo i binari, e Sfroso, un esperto “portoghese” che vanta cento corse sul tranvai senza aver mai pagato una sol volta il biglietto. Il porcello si allarga intanto a vista d’occhio…



Cuniberto Piovera, sagrestano di Santa Maria, estirpando una pianta di fico, trova un cunicolo e, dentro a esso, il leggendario tesoro di Teodolinda: gioielli e oro per cambiare vita e abbandonare, finalmente, quel noioso del suo prete. Arduino Cardana, suo acerrimo avversario nonché collega di San Michele, certo di essere inseguito dal Diavolo, precipita in una buca. Convinto di essere caduto all’Inferno, scopre, bensì, il Paradiso: una fortuna e l’opportunità di lasciarsi alle spalle una vita monotona. Innamorati alla finestra scorgono ombre misteriose aggirarsi in giardino attorno a uno scavo abilmente celato. Nel nascondiglio trovano beni preziosi per riscattare il loro amore osteggiato. In una Lomello del 1649, avvolta nella nebbia, ricoperta dalla neve e contesa tra i fratelli Crivelli, un organo positivo, equamente diviso tra le due fazioni per volontà del Vescovo, fa avanti e indietro tra le chiese rivali. Ciò che una volta era considerato un’onta, sta per trasformarsi nell’occasione della vita. E, quando tutto sembra pronto a realizzarsi…



Gaspare, manovale dei Serassi costruttori d’organo, davanti ad un succulento piatto di risotto col piccione scopre che è tutto sbagliato. Le ossa ritrovate nelle canne dell’organo non sono quello che sembrano. Non appartengono ad un colombo bensì ad una mano. Come sono finite cinque dita in altrettante canne dello strumento musicale? Nella Melegnano ottocentesca del periodo post napoleonico Tano, il locandiere siciliano immigrato che parla solo il siciliano, Malalingua, il suo traduttore con la sci, L’Angiul sacrista, Enrico detto Il marchese, megalomane carceriere del castello, e la bellissima Cecilia aiuteranno, senza volerlo, Gaspare a svelare un mistero di cui tutti ignorano, fino alla fine, l’esistenza.

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